30 Giugno 2008

Io non lo so che dire.

O che fare.

So che c'e' qualcosa che si muove nel mio intestino. Qualcosa che mi ricorda di anni e corpi passati. Sara' forse questo il motivo per il quale non lo so che dire.
Sara' forse questo il motivo che mi ha fatto predicare sulla fatalita' senza mai averla affrontata, fino a questo punto.

Io lo dicevo con arroganza che ti ribeccavo. Sicura del contrario. Ma ora l'ho fatto. Ti ho dato la cartina che volevi. E parlato il miglior inglese che ho mai imparato.
Scrivo questo e penso ai dejavouz. Strano, no?.. Saprei darci una spegazione credibile, ma tu da biologo ne daresti una piu' accurata.. Come con quella luna, right?.. Io lo dicevo che non si muoveva, tu dicevi il contrario, e si, si muoveva. Come da ore dicevi tu. Da li' allora mi sono fidata. Come con quegli anni e corpi passati. E tu mi hai guardato di fretta e detto 'Soon.' Che e' probabile abbia tempistiche diverse dalle mie. Ma forse e' una cosa a norma. Italian girl. Argentinian boy. O american, dipende dalle considerazioni.
Faro' come il mio solito. Come il solito di una Italian shy liar proud girl. Ci vuole tanto cosi' perche' ti mandi un messaggio per dirti che sono a due passi da casa tua. Ma no, sono nella mia. Drunk, or on my way, quindi, for christ's sake, no.

Ci si vede il 4, ok?.. Almeno questa e' una sicurezza che ho, molto piu sicura del L train.


Cheers man. Got you..

1 commento

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