08 Dicembre 2007

Io non credo nella scienza.

Le playlist di solito risultano monotone e ripetitive, la scelta si stringe sempre a poche fortunate tracce che ripropongono tutto quello che sempre si era conosciuto, con ogni tanto una lieta sorpresa, ma solo ogni tanto. L'arrivo dell'inverno non è mai ufficiale fino al momento in cui non lo si ammette, e contando le linee di una febbre che stranamente ha deciso di farsi viva mandando a fanculo un piano dall'aspetto più che meritevole, penso, e realizzo, che fossi da tutt'altra parte probabilmente la febbre non avrebbe motivo d'esserci. E' il compleanno di zoe oggi. Un fiocco rosa per esternarlo e un sacco di roba da mangiare per festeggiare. Una semplicità che il più delle volte lascia spiazzati ma si è sempre saputo, quello è un mondo dai semplici costumi e dai forti legami. Una vita da cani di merda. E il fatto che a livelli di constatazione la semplicità sia ingrediente di una buona percentuale di movimenti e decisioni fa ridere ridere e digrignare tra i denti un piccolo Fake a intervalli schematici normalmente di  quindici minuti. Prendo una tazza di caffè che da una settimana a questa parte è mutato in nascaffè lungo in tutta la sua formalità e dico si ai giri di parole e alle ripetizioni di playlist. Non so dare spiegazioni, non ho apparentemente nemmeno motivazioni ma quello che di sicuro ho è una svariata serie di volontà e pretese. Soprattutto per quanto riguarda la comprensione di parole che, l'ho ammesso, vanno ovunque fuorchè al punto. Trapianto la puntualità che ho sempre avuto nel sistema postale internazionale, perchè se tarda lui allora ho tutto l'autorizzazione per farlo anch'io. E lo faccio notare per l'undicesima volta, non lo puoi capire quanto io voglia fare quello che devo, non lo puoi proprio capire. Eroe per certi amici e disfunzione per certi sistemi riconosco di aver comunque in mano quello che ho strappato da una troppo fortuita pagina web, peso decisionale di ogni bilancia biologica e non, diciamo pure motivo singolo di ogni mio passo per strada. E' che sono brava a convincermi di quello che mi viene in mente nel momento in cui mi viene offerta  la possibilità anche solo di pensare. Di correre un rischio e buttare giù un paio di muri. Ma ci convivo, ho un'attitudine ai lunghi viaggi e alle fughe decisive. Non lo posso negare, dipende da qualcuno, ma -Fake.- non certo da me.








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